19 febbraio 2006

CAMERA CAFE'




Domani riprende la striscia quaotidiana di Camera Cafè!!


Che bell' evento !!

Finalmente.....
In una televisione fatta esclusivamente di "airbag anteriori e posteriori" c'è una piccola oasi felice su Italia 1, alle 19.25.
Trenta minuti per ridere ma anche per riflettere ....
Un prodotto pensato e voluto.
Scritto e recitato magistralmente.
Camera Cafè è un gioliello meraviglioso che regala tutte le sere il più raro e prezioso dei doni: il sorriso.
Ognuno può rimanere coinvolto dalle vicende dei protagonisti perchè sono uno spaccato di quotidianità della nostra società.
Camera Cafè mette a nudo i pregiudizi di cui siamo pervasi.
Ecco: per tutte queste ragioni e mille altre, Camera Cafè è un oasi felice nella tv di oggi.

18 febbraio 2006

Sentenza ?

Ieri, ho letto una notizia che mi ha fatto riflettere come donna e come quasi-giurista.
Un sentenza della Cassazione Penale che a mio avviso deve far riflettere profondamente.
Il fatto riguarda una minorenne che è stata stuprata dal suo patrigno.
Ora, la Cassazione penale, ritiene che essendo la ragazza non più illibata al momento dello stupro, questo la metta su un piano diverso da quello di altre minorenni ancora illibate.
Ritengo tale valutazione un aberrazione giuridica priva di ogni logica. Perchè si provoca a mio avviso con questo disposto un' ulteriore violenza nei confronti della vittima e in generale nei confronti delle vittime delle violenze carnali.
Il fatto mi fa riflettere come donna perchè:
le donne, che sono vittime di una violenza carnale molto spesso non denunciano ciò che è loro accaduto: perchè la donna che subisce la violenza il più delle volte viene considerata lei la provocatrice, pur essendo vittima di un abuso che le provocherà ripercussioni nei rapporti interpersonali futuri.
Il fatto mi fa riflettere come quasi giurista perchè :
con troppa facilità vengono attribuite le attenuanti generiche.
La sentenza è un precedente grave che temo avrà serie ripercussioni su processi pendenti e purtroppo su eventuali futuri casi in cui delle donne subiranno violenze. Mi auguro che in sede di revisione d'Appello questa sentenza faccia scuola ma alla rovescia. [Casistica da non seguire].
Le sentenze devono seguire principi di Ragionevolezza..... Ma in questo caso...

Ci sono quattro link che vi consiglio di visitare che parlano approfonditamente dell'argomento il Sole 24 ore , L'Unità, e il sito del Telefono rosa.

13 febbraio 2006

LE CIOCCO-OLIMPIADI...La medaglia di cioccolato

Ieri pomeriggio ho passato il più bel pomeriggio della mia vita...
Sono uscita con i quattro miei amici neuroni, dico neuroni perchè oramai dopo tanto tempo che ci conosciamo non abbiamo più bisogno neanche di dirci le cose...
Riusciamo a leggerci nel pensiero...
Come direbbe qualcuno WHAOOOOOOOOOOOO (Oh Cielo, si scrive così?) ....
Bene, bene l'appuntamento era sotto casa di Mirtillina.... Che come al solito ha il suo attimo nel scendere.... Eterno.. Hi hi hi ...
Comunque, mentre si parlava del più e del meno (non ho mai capito dove finiscano il per e il diviso ) ...
E' arrivata splendida, come sempre, la mia amica internauta ...
Così i cinque dell'ave Maria son partiti per le loro personali CIOCCO - OLIMPIADI.
Ecco dunque il resoconto della nostra gara di "triathlon" per acciuffare il bottino finale...
La propria "personale" medaglia olimpica.

PRIMA TAPPA: La partenza
Assalto al tram.
Pieno come un uovo.
Uomini, donne, bambini e una non precisata quantità di maschere, dopo un' innumerevole quantità di volte in cui abbiamo rischiato di precipitare per terra...
Siamo scesi dal tram...
Primo obiettivo raggiunto!

SECONDA TAPPA: La lotta
Avvolti dalle sciarpe per il freddo pungente ci siamo diretti al secondo obiettivo: Piazza Castello centro nevralgico del Mondo, ombelico della Terra... Penso in tutta la mia vita di non aver mai visto tutta quella gente..
Gente di ogni cultura, pensiero... Ma con un particolare in comune: le loro altezze spropositate.... Mamma mia, mi sentivo una nanetta... ( Cioè lo sono, però non mi ero mai resa conto di quanto lo fossi!!!!!!!!!!!).
Ci siamo infilati nei portici....
Per fortuna, che il mio fratellino- neurone mi teneva per mano perchè altrimenti non avrei mai terminato il mio secondo obiettivo !!!! Poi grazie alla forza maestosa di Mirtillina in cordata come degli esperti scalatori - salmoni abbiamo risalito la corrente!!!
Secondo obiettivo ...
CENTRATO!!!!!!!!!!!!!!

TERZA TAPPA: La conquista
Ecco dunque la "fase finale"....
A metà fra olimpionici e i ragazzi di Maria (però cavolo, senza la maglietta con la toghissima scritta:SFIDA [hihihih che ridere] ) Siamo andati alla ricerca del bottino ...
Primo tentativo fallito miseramente....
Poi........
LA META....
Si, dopo aver tanto combattuto, lottato, ci siamo riusciti!!!
Siamo giunti e ci hanno premiato con la più buona delle bontà: una calda cioccolata!!!!
Fumante e con quel profumo che ti pervade i sensi ....
Ah, una goduria per il palato e lo spirito...

LA NOSTRA MEDAGLIA DI CIOCCOLATO....
Termina così la cronaca delle ciocco-olimpiadi.. Grazie per averci seguito, cari amici internet-ascoltatori !!!

11 febbraio 2006

Olimpiadi

Mi auguro,
che le genti, i popoli tutti, richiamati dalla Fiaccola che in questi giorni stanno visitando Torino capiranno le mille sfumature di questa città, che assaporeranno i colori, suoni ed i profumi che appartengono a questa città indissolubilmente...
Mi auguro,
che le genti rimarranno incantati dalla maestosità delle nostre montagne e affascinati dal nostro patrimonio culturale.
Mi auguro,
che le genti possano ritornare anche quando la Fiaccola si sarà spenta....
Mi auguro,
che dentro di loro entrino i colori, i suoni ed i profumi e che diventino il dolce ricordo di una vacanza con il desiderio di riprovare le stesse emozioni e senzazioni.
Credo, che se si vuole visitare veramente e pienamente Torino sia necessario lasciarsi andare come il Po nel suo letto..........
Lentamente, come la neve che si scioglie al sole o come il cioccolatino sotto la lingua..............

7 febbraio 2006

Ian Strachan "AL DI LA' DELLA TENDA"

Dalla quarta copertina: "... - Vuoi essere la mia ragazza? I suoi occhi mi fissarono con decisione. Io inghiottii a fatica. Fino a quel momento avevo sentito quella domanda soltanto in televisione, o l'avevo letta nei libri. -Sì - risposi con noncuranza, - perchè no?".
Quello che potrebbe sembrare il banale scambio di battute tra due adolescenti è l'atto di nascita di un amicizia - e di un amore - in condizioni estreme. Anne e Adam si conoscono si piacciono, ma non possono neppure toccarsi, separati dalla illusoria trasparenza di una tenda sterile. Adam è infatti costretto a vivere isolato: una malattia che si nasconde dietro una sigla sibillina, SCID, gli impedisce di sviluppare difese immunitarie. Non sa cosa sia un bacio, non conosce le senzazioni di una carezza senza i guanti ignora il profumo di un altra pelle. E la scienza sembra non dargli speranze. Eppure nel suo romanzo Ian Strachan narra con esemplare leggerezza una vicenda toccante, e ci conduce ad un epilogo dolcissimo nel quale il dono di Anne per Adam è un sensuale tributo alla gioia di vivere.

Un mio piccolo pensiero..... Anne ed Adam vivono il loro amore puro ed incondizionato, un amore che ognuno di noi spera di poter assaporare almeno una volta nella vita.... Quando ho letto il libro mi sono rimasti impressi due periodi uno ve lo racconto, l'altro no, perchè vi svelerei troppo... Un periodo intenso è racchiuso in una ventina di righe: "Quando alzai lo sguardo dalla lettera di Adam, vidi ondeggiare sul soffitto il lucido palloncino rosso che mi aveva mandato[...]. Tutte le mattine al mio risveglio era là a sorridermi: la sua superficie lucida accentuava il minimo bagliore di luce. Non ricordo di averne avuto uno che sia durato così a lungo. Quando ero piccola, di solito i palloncini scoppiavano prima che riuscissi a portarli a casa; anche quelli con la superficie metallizzata e pieni di gas, come quello di Adam, si tagliavano e scoppiavano nel giro di pochi giorni. Ma questa volta non fu così. Quando entravo nella stanza, il minimo soffio d'aria lo faceva volare verso il soffitto, e la faccia del buffone mi sorrideva. Ma quel giorno l'espressione della faccia sul palloncino sembrava cambiata, sembrava mi scrutasse[...].
Lentamente, cominciai a comprendere che cosa aveva voluto dirmi Adam. I ricordi sono importantissimi, ma alla fine sono come quei sassi che raccogliamo sulla spiaggia durante una vacanza speciale, e prima o poi viene il giorno in cui quelle pietre non hanno più il significato che avevano prima. [...] Quella pietra raccolta sulla spiaggia diventa vaga evocazione di ricordi indefiniti; mentre la persona, il ragazzo che avete incontrato su quella spiaggia non vi scrive più, non è mai stato parte veramente di quella pietra. [...] Così la pietra diventa soltanto un altro fermacarte. E se il fatto di essere stati insieme, voi e quel ragazzo ha significato qualcosa, le parti migliori sono conservate nella vostra testa, per sempre. Siete incollati a quei ricordi, che lo vogliate o no, ma alla fine dovete lasciarli andare."
Spero che riusciate a leggerlo tutto di un fiato come ho fatto io, in apnea perchè è una storia capace di emozionarti come poche.
Ian Strachan è nato nel 1938 in Inghilterra, dove ha studiato all'Accademia Di Arti Drammatiche. Ha scritto numerosi libri per ragazzi.
Al di là della tenda
Ian Strachan
Ed. E.ELLE